domenica 7 febbraio 2010

L'approccio corretto.


Per i voli spaziali con equipaggio si sarebbe dovuta seguire la stessa strategia dell'esplorazione robotizzata del pianeta Marte. Una escalation continua verso missioni sempre più ambiziose. Si è partiti con il piccolo rover Pathfinder (al centro nella foto) sbarcato sul pianeta nel 1997.
Sette anni dopo (nel 2004) si sono aumentate le dimensioni del rover (a sinistra) e se ne è addirittura raddoppiato il numero. Sono stati infatti mandati sul pianeta rosso due di questi robot, chiamati Spirit e Opportunity, che funzionano tutt'ora!
L'anno prossimo sarà lanciato un quarto rover (a destra) molto più grosso ed avanzato degli altri. Quest'ultimo, chiamato Curiosity, scenderà su Marte nel 2012 con due anni di ritardo rispetto ai piani iniziali. Alcuni problemi ne hanno infatti ritardato lo sviluppo, aumentando per giunta i costi, ma per questo non lo si è cancellato.
Può darsi che con questo "mostro" ci si sia spinti troppo vicini al limite delle nostre capacità, ma l'approccio corretto non è quello di cancellare tutto, e buttare alle ortiche tutta l'esperienza accumulata con gli altri tre rover. Si sborsano un po' più di soldi e si va avanti, imparando dagli errori. Se questo rover funzionerà a dovere, oltre ad espandere le nostre conoscenze su Marte, accumuleremo ancora più esperienza nella costruzione e gestione di queste macchine, cosicché il quinto rover che manderemo su quel pianeta sarà ancora più sofisticato ed in grado di fare cose ritenute fantascientifiche all'epoca del piccolo Pathfinder.
Solo con lo sviluppo continuo, e non con le cancellazioni e le ripartenze da zero, la fantascienza può divenire realtà in tempi accettabili.


1 commento:

Collectionspace ha detto...

Grazie Paolo per i tuoi precisi e costanti aggiornamenti, spero che presto anche gli altri ragazzi apportino argomenti e idee.

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